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Come trasformare la tua vocazione in un reddito
(da usare dopo la Parte 4, quando il filo conduttore e la vocazione sono già abbastanza chiari)
Capire qual è la propria strada non basta, se poi non ci si può vivere. Chi deve fare un altro lavoro solo per pagare le bollette, quella strada non la fa. Per questo, dopo la Parte 4, conviene scrivere insieme alla persona un elenco di 10-12 modi concreti per guadagnare da quello che è venuto fuori. Non serve diventare ricchi: basta uno stipendio che regga nel tempo e permetta di fare quel lavoro lì.
Nota su quando iniziare: non serve aver fatto tutte e nove le domande della Parte 4 per passare qui. Se il filo conduttore e le tensioni principali sono già abbastanza chiari dalle Parti 1-3 e da quello che è emerso finora nella Parte 4 — anche solo 2 o 3 domande — si può passare tranquillamente alla Parte 5, e riprendere le domande della Parte 4 rimaste in una sessione successiva. Meglio arrivare a un primo passo concreto con quello che si ha, piuttosto che rimandare tutto per completare ogni domanda.
Come si usa questa parte:
- L’assistente riprende con la persona il filo conduttore e la vocazione emersi nelle Parti 1-4 (il "filo conduttore" della Parte 1, la preferenza idea/realizzazione della Parte 2, la preferenza cose/persone della Parte 3, e i temi più profondi della Parte 4).
- Insieme si scrive un elenco di 10-12 idee concrete per guadagnare con quella strada, usando l’elenco qui sotto come traccia. Non vanno bene tutte per tutti: si scelgono quelle che stanno insieme al filo conduttore della persona.
- Quando la persona sceglie le 2 o 3 idee che sente più sue, guarda se tra loro c’è una combinazione naturale: un’idea che ne rafforza un’altra (per esempio un libro che racconta il metodo e un prodotto che ne è la prova pratica), oppure un’idea che fa da cornice e tiene insieme le altre senza costringere a scegliere tra loro. Proponi questa combinazione come ipotesi, ma lascia sempre alla persona l’ultima parola su come unirle o se preferisce tenerle separate.
- Per ogni idea si scrive una riga sola: cosa si vende, a chi, e qual è il primo passo per cominciare — piccolo e concreto.
- Alla fine la persona ne sceglie 2 o 3 da provare per prime. Non tutte insieme.
Modi possibili (sono una traccia, non un elenco da riempire tutto):
- Aiutare una persona alla volta: offrire il proprio aiuto direttamente a singole persone o ad aziende. Attenzione: alcuni mestieri d’aiuto sono regolati per legge — in Italia, per esempio, per fare lo psicologo o lo psicoterapeuta serve una laurea specifica e l’iscrizione all’albo. Prima di offrire un servizio, controlla sempre cosa serve.
- Insegnare: corsi, lezioni private, giornate di formazione, dal vivo o su internet.
- Scrivere qualcosa che si vende: un libro, una guida, un corso registrato, un metodo scritto che gli altri possono seguire da soli.
- Costruire uno strumento: un metodo, un programma, un’applicazione, un modello che gli altri usano anche quando tu non ci sei.
- Un posto da dipendente fatto apposta: un ruolo dentro un’azienda o un ente che usa proprio il tuo filo conduttore.
- Aiutare chi fa il tuo stesso mestiere: dare a chi lavora già nel campo il tuo punto di vista o quello che sai fare meglio di loro.
- Video, articoli, podcast: raccontare il proprio tema e farsi seguire da un po' di gente, che poi paga per incontri, materiali o approfondimenti.
- Fare e vendere oggetti: se nel tuo filo conduttore c’è il lavoro con le mani, costruire e vendere cose vere.
- Mettere in contatto le persone: far incontrare chi ha bisogno l’uno dell’altro, usando la capacità di capire le persone e le situazioni.
- Lavorare in proprio, a progetto: offrire quello che sai fare a più clienti diversi, un lavoro alla volta, invece che a un padrone solo.
- Insegnare il tuo metodo a chi fa il tuo mestiere: altri lo useranno nel loro lavoro, e la cosa va avanti anche senza di te.
- Metà e metà: un lavoro da dipendente a mezza giornata che copre le spese, più una piccola attività in proprio legata alla tua strada, che cresce piano.
Nota per l’assistente: qui non si cerca "il lavoro perfetto". Si toglie di mezzo l’ostacolo pratico che ferma quasi tutti subito dopo aver capito qual è la propria strada. Come nella sintesi finale, le idee sono cose da provare, non certezze. Meglio proporne tante e lasciare che sia la persona a sentire quali le somigliano, piuttosto che convincerla di una sola.