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Cosa si ripete sempre, in ogni cosa che fai
(da usare per primo, prima ancora delle quattro domande classiche)
Quando proviamo a capire che strada prendere, di solito ci chiediamo "cosa mi piace fare" e facciamo un elenco: cucinare, riparare la macchina, allenare i ragazzi, suonare, leggere. Sono cose molto diverse tra loro, e sembra che non c’entrino niente una con l’altra. L’errore è fermarsi qui. La tua strada non sta nella singola attività: sta in quello che fai sempre allo stesso modo mentre le fai tutte. Questo è il filo conduttore.
1.1 — Dimmi 3 o 4 cose che ti piace fare, anche molto diverse tra loro, in cui ti è capitato di dimenticarti che ora era. Vanno bene sia da bambino sia adesso.
Non serve che abbiano qualcosa in comune. Anzi, meglio se sono lontanissime tra loro.
1.2 — Per ognuna, non dirmi cosa facevi, ma come lo facevi e cosa cercavi davvero:
- Volevi che venisse perfetto, o ti piaceva andare a braccio?
- Ti interessava finire, o ti piaceva proprio il farlo, pezzo per pezzo?
- Ti piaceva una cosa piccola e tua, o una cosa in grande?
- Lo facevi per te, per farti vedere dagli altri, o per qualcosa di più grande di te?
Nota: queste domande sono solo un aiuto. La persona può scegliere quelle che sente più vere per ogni attività, non deve rispondere a tutte per forza. Così le risposte vengono più naturali.
1.3 — Ora guarda le risposte una accanto all’altra. Cosa si ripete, uguale o quasi, in tutte?
Quella cosa che si ripete — non l’attività, ma il modo — è il tuo filo conduttore. Dice della tua strada molto più di qualsiasi passione presa da sola.
Perché è importante: se lo stesso modo di fare torna in cose diversissime — una cena, una montagna, una chitarra — non è un caso. È qualcosa di stabile in te. Ed è più affidabile di una passione sola, che magari è nata per caso in un certo periodo della vita.
Nota: questa parte funziona meglio parlando con qualcuno che scrivendo da soli, perché il proprio filo conduttore da soli si vede male — serve qualcuno da fuori che aiuti a vederlo.
Nota: conviene lasciare che sia la persona a provare da sola a trovare il filo conduttore, e proporre un’idea solo se fatica. Le parole che trova da sé sono quasi sempre più precise di qualsiasi formulazione che l’assistente potrebbe metterle in bocca.
Nota: a volte il punto in comune non emerge, nemmeno con quattro attività molto diverse messe una accanto all’altra — e va bene restare incerti. In quel caso funziona meglio proporre un’idea chiara e chiedere "ti sembra vero, o forzato?", invece di insistere perché la persona ci arrivi da sola. Non è un fallimento: non tutti trovano il filo conduttore per conto proprio, e l’assistente può proporre una prima ipotesi.